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Questo sito è Open Source non solo perchè costruito con risorse Open ma anche perchè al modo Open vuol dare il proprio contributo. Open Source significa Sorgente Aperto. La terminologia appartiene al dominio dell'informatica e il termine è riferito al codice. Un software open è una risorsa applicativa che viene fornita gratuitamente con il codice generatore, di modo che chiunque possa non solo fruirne, ma anche modificarla in modo da renderla più funzionale per rimetterla a disposizione, così modificata, di un' intera comunità. Mi piace pensare a "sorgente" come ad una fonte inesauribile, liberamente disponibile per tutti e in grado di saziare la sete di conoscenza di ognuno. Una vera e propria filosofia dunque, una filosofia che professa la libera fruibilità delle risorse e il libero accesso alla conoscenza. |
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Joomla fa un grande lavoro di gestione dei contenuti necessari per il tuo sito. Per molte persone, tuttavia, il vero potere di Joomla sta nella struttura dell'applicazione, che rende possibile per migliaia di sviluppatori in tutto il mondo creare potenti add-ons denominati Extensions.Un'estensione viene utilizzata per aggiungere funzionalità a Joomla! che non esistono nel core base. Ecco alcuni esempi delle centinaia di estensioni disponibili: - Generatori di form dinamiche
- Directory per Business o organizzative
- Gestione Documenti
- Gallerie di immagini e multimedia
- Motori E-commerce e negozi
- Forum e chat
- Calendari
- Newsletters
- Collezione dati e strumenti per reporting
- Banner e sistemi pubblicitari
- Servizi di iscrizione a pagamento
- e molte, molte altre
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Le reti neurali traggono spunto, per il loro funzionamento, dai neuroni del cervello umano. Non che sia perfettamente chiaro come funziona il nostro cervello che è, come si sa, una delle macchine più complicate che esistano, ma se ne conoscono i meccanismi di fondo che lo rendono potente e flessibile. Il sistema nervoso funziona grazie alla presenza e alla connessione reciproca di miliardi di neuroni, cioè corpi cellulari dotati di propagini di ingresso e di uscita. Le propagini di ingresso si chimano dendriti mentre all'uscita troviamo un ulteriore prolungamento, detto assone, che si ramifica per andare ad innestarsi sui dendriti di altri neuroni. Lungo questi corpi allungati circolano dei microsegnali elettrici che determinano l'attivazione dei neuroni che ne sono attraversati. Questa complicatissima rete elettrica permette al nostro cervello di imparare. Quindi il meccanismo dell'apprendimento si attua grazie alla modifica della rete che, di volta in volta, sulla base dell'esperienza, sgancia o aggancia reciprocamente neuroni e sisitemi di neuroni. |
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Territori e comunità marginali. Uscire dalla crisi investendo in culture innovative. |
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La complessità del mondo tende ad aumentare ogni giorno di più. Con la complessità cresce la sensazione di non riuscire nell’intento di dominare i fenomeni, di non comprendere il sistema delle connessioni che sono all’origine delle dinamiche economiche, sociali e politiche del mondo moderno. L’aumento di entropia determina da un lato una crescita degli stimoli, della cultura e delle esigenze dei cittadini e, dall’altro, un senso di smarrimento e quasi di rassegnazione da parte dei governi locali, per l’assoluta insufficienza delle risorse a comprendere, padroneggiare e indirizzare positivamente le infinite sfaccettature della realtà. La misura dello smarrimento aumenta man mano che diminuiscono le dimensioni delle comunità. Più si è piccoli, isolati, lontani dai grandi centri e “scaraventati alla periferia del mondo” più si percepisce il proprio senso di inadeguatezza. E’ il quadro desolante entro cui si collocano una miriade di piccole e medie comunità italiane impegnate in una strenua lotta per la sopravvivenza.
Come usciranno dunque gli enti territoriali da questa fase di impasse? Non certo arrancando in una triviale gestione del giorno dopo giorno; non giustificando l’abnorme sproporzione fra le esigenze in campo e i risultati raggiunti appellandosi costantemente ad una endemica e irresolubile carenza di risorse economiche ma, se ne saranno capaci, adottando schemi di pensiero e modalità operative radicalmente rinnovate rispetto al passato. All’incremento della complessità si può rispondere solo con la capacità di ridisegnare il futuro del proprio territorio attivando processi di pianificazione strategica in grado di coinvolgere i diversi attori in una logica di governance e sussidiarietà orizzontale. Tutto ciò con l’obiettivo di sfruttare al massimo le risorse, necessariamente limitate, di questi territori così come di ridurre al minimo il loro livello di isolamento.
E’ del tutto evidente, tuttavia, che la capacità di disegnare e di perseguire un orizzonte strategico chiaro non può prescindere dal possesso di una cultura fortemente orientata all’obiettivo o meglio capace di operare quella sintesi, auspicata da anni ma spesso disattesa, fra il tradizionale approccio giuridico alla gestione della cosa pubblica e quello più propriamente manageriale. Attenzione! Non si sta qui sostenendo la necessità di smantellare l’impianto fondativo del pensiero pubblico che deve necessariamente restare ancorato ai valori di imparzialità e garanzia che lo hanno condotto a maturità; si vuole semplicemente porre l’attenzione del lettore sull’idea di un governo del territorio pienamente consapevole del fatto che garanzie e trasparenza non possono più essere gli unici valori cui ispirare la propria condotta. Chiarezza di pensiero ed efficacia nel perseguimento degli obiettivi diventano invece variabili chiave in una strategia di crescita che punta all’integrazione compiuta fra filosofia del “Diritto” e filosofia della “Scienza”.
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